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mercoledì 27 febbraio 2013

La Congiura Degli Scaltri: "Electrorock all'italiana"



A cura di Doxyeah

Non so se vi è mai capitato:
Sei al mare, classica meta turistica calabrese, piena di coppiette felici, allegri pensionati che si fanno la classica camminata sul lungomare e tanti giovani, non tantissimi, ma un bel numero. Ecco, mi ritrovavo in una situazione del genere, pochi amici ma buoni e così, per caso, conobbi due ragazzi di Roma, appassionati di musica peggio di me, e con chitarre in mano e tanta voglia di fare iniziarono a suonare canticchiare qualcosa, accompagnati da birra e sigarette. Questi due ragazzi, adesso, hanno dato vita ad un progetto fenomenale, La Congiura Degli Scaltri.

Sono di Roma, la capitale, famosa per molte band pop rock, ma loro hanno qualcosa in più: spaccano forte. Nascono nel 2010, ritmica rock addolcita da melodie orecchiabili cantautoriali con riflessi che vanno dall'hard rock all'alternative english, loro preferiscono autodefinirsi "Elettrorock all'italiana". Agli inizi, erano un trio dal sapore progressive ma, successivamente, preferirono adottare una formazione più portata alla semplicità ma addizionata alla cattiveria del rock, la tecnica del progressive e in più le melodie del pop, un risultato esplosivo; questo grazie anche a Brian Riente, chitarra e voce, che si è riscoperto come cantautore fenomenale e sopratutto perché sentiva il bisogno di creare una band più "sua", chi non vorrebbe porre le proprie basi su di un progetto?
Lorenzo Brizi invece è il bassista, che dire, scale e ritmiche perfette, sound pazzesco e ideale per il genere. Sentendo il bisogno di un membro con esperienza in un genere simile, Brian decide di ingaggiare un batterista, Giulio Vigilanti, un suo amico di vecchia data, che militava già in un gruppo blues romano i "66 cl". Spaventati e sopratutto confusi da le varie influenze presenti in ognuno di loro, non si demoralizzano, anzi, e il risultato è nitroglicerina pura.

Partono agli inizi con una cover e tre brani inediti, la cover è "Impressioni di Settembre" della P.F.M ideale per lo spirito e il sound della band. Negli anni successivi, dopo giri e rigiri nei locali della capitale, hanno raccolto un sacco di esperienza, e decidono di ingaggiare un altro componente, Margherita Flore, tastierista e studentessa del Saint Louis College of Music di Roma. Adesso la band può essere finalmente dichiarata al completo e il sound lo potete gustare in due pezzi fenomenali:
Emozioni preconfezionatee Hai guardato mai”.
Che dire, ascoltateli, invitateli nei locali, fate di tutto per loro, si meritano visibilità.
Per quanto riguarda me, spero di ribeccare i miei amici Brian e Lorenzo, in questa località turistica calabrese, bermi una birra con loro e dirgli personalmente che spaccano i culi.
Doxyeah
http://twitter.com/doxyeah




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mercoledì 20 febbraio 2013

I Paradisi Artificiali tra hard-rock underground e Baudelaire


A cura di L'Aura
Non lasciatevi ingannare dal nome di questa giovane band romana : il richiamo è a Baudelaire, giura Gianluca Zanella, basso e voce del gruppo, e non a quello che voi maligni subito potete pensare! In particolare, l’idea del nome nasce dal richiamo all’opera del poeta francese “Les paradis artificiels” …e poi ognuno ci legga quel che vuole. In fondo, citando la canzone del mitico Jimi Hendrix, si può dire che per passare alla storia un artista si deve sentire “assolutamente libero” (Stone Free). Si tratta di un gruppo rock underground italianissimo formato da quattro elementi (Gianluca Zanella, Marco Curti, Simone e Daniele Focarelli). Un basso che fa anche da vocalist, due chitarre ed un batterista: questa la formazione nata a Roma nel 2009 e che continua tuttora il suo percorso musicale. Ognuno con la propria storia e le proprie differenti preferenze musicali che si riconoscono dall’ascolto dei loro brani nei quali, appunto, alternano diversi ritmi. Hanno deciso di scrivere i loro testi rigorosamente in italiano coniugandoli miracolosamente con uno stile musicale in prevalenza funky - hard rock che per tradizione impone i testi in lingua inglese. Ma dall’audace mix di questi due elementi (ritmo e testi italiani) nasce un prodotto musicale assolutamente originale. La missione che poteva sembrare impossibile è invece riuscita e la loro musica non si autodistruggerà nel prossimo futuro! Per ora le loro vibranti esibizioni live sono ristrette ad alcuni locali della capitale e del centro Italia (Toscana ed Abruzzo) ma la loro passione per la musica li porta a buttare il cuore oltre l’ostacolo continuando a raggiungere nuovi fans pur dichiarando orgogliosamente di essere totalmente autoprodotti……almeno per ora! La crisi del mercato discografico, del resto, impone ai giovani di cercare strade alternative e loro ci stanno provando davvero, mescolando creatività, passione e coraggio. Speriamo di vedere premiate queste doti!


https://www.facebook.com/IParadisiArtificiali


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giovedì 14 febbraio 2013

Wops - "La Scatola Rossa"



Nella Scatola Rossa dei Wops ho scovato agevolmente oggetti preziosi non sempre facili da trovare nelle “confezioni sonore” prodotte da qualche anno a questa parte. Qualche orpello ornamentale di troppo e alcuni cimeli presi in prestito da istituzioni soniche nostrane hanno, però, appesantito l’equilibrio raggiunto nella fase di composizione e slavato il rosso dell’incarto. La prima cosa che è balzata fuori all’istante è stata la spontaneità e l’immediatezza dei singoli elementi della band. Non sto parlando (attenzione!) di tecnica, suoni, testi, ma dell’atteggiamento mentale propositivo e fresco che si riversa nei brani. Non spocchia quindi, ma assoluta onestà intellettuale. All’integrità di questi ragazzi “spavaldi, violenti”, è questo il significato di Wops (mai nome fu così inappropriato!), si aggiunge un’ingenuità, o meglio quell’inesperienza che caratterizza molti gruppi alla loro prima produzione ufficiale. Il sentir uscire, come prima cosa, i suoni piatti e notturni di Falene potrebbe anche avere un effetto psichedelico che risucchia l’ascoltatore nella “scatola”, ma per lo più induce a  procedere al brano successivo. A Me Mi, sicuramente una bella ventata di aria fresca, che con il suo andamento battagliero riesce a conquistare in pieno l’obiettivo principale (nome in codice Tu) e le simpatie di chi “ode questo inno”. Peccato voler perdere, quasi intenzionalmente, un traguardo raggiunto con tanto sforzo. Con In 15 Minuti, di fatto, si ha l’impressione di ripiombare nelle stesse atmosfere di Falene, complice primo, l’effetto che distorce il cantato e poi, l’abuso dei suoni sintetici che sfocia un pò ripetitivo. Animatek & Jeko e Lady 88 smuovono (era pure ora) i nostri musicisti, che conquistano piena fiducia di se stessi fracassando con scosse, urla e sferragliate il recinto nel quale si erano barricati. Una volta fuori, i Guerrieri si trovano a vagare in una vasta e vuota pianura. C’è anche del verde dinanzi, che non vedono o ignorano volutamente. Decidono allora di rinchiudersi nella Scatola Rossa, ma questa volta per riflettere, guardarsi in faccia. Al prossimo giro, di sicuro non vedremo più volare falene!
By bassepartout 
bassepartout : @bassepartout




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giovedì 7 febbraio 2013

L'indie-rock dei romani Montreal


Montreal

La band romana è composta da Matteo Bassan (chitarra), Gianluca Marchionne (voce), Gianluca Filaci (synth/piano), Alessio Sellitri (batteria) e Matteo Bassani (basso). Il sound dei Montreal raccoglie influenze varie ed eterogenee: sonorità con rimandi ai Klaxons e Kasabian, melodie alla Killers ma anche atmosfere affini ai Subsonica, il tutto condito dall’interessante scelta di cantare in italiano. 
Hanno all’attivo numerosi live nei maggiori club della Capitale tra cui Mads, Locanda Atlantide, Sinister Noise, Alpheus e Contestaccio. Il 2011 è contrassegnato da un'intensa attività live e nel dicembre dello stesso anno inizia la collaborazione con i Velvet. Ed è ai Velvet che viene affidata la produzione artistica del loro EP d’esordio “Situazioni Momentanee Di Panico”, uscito il  6 luglio 2012. “Ti Farà Piacere” è il primo singolo estratto dall’EP per il quale viene realizzato un videoclip, uscito in anteprima web su Rockol il 21 giugno. Il 28 giugno i Montreal sono di scena, sul palco installato in piazza San Lorenzo, in occasione della tappa romana del Sisley Indipendent Tour, iniziativa organizzata da Sisley che porta nelle piazze italiane il meglio del panorama indie rock emergente tricolore.

1) I Montreal nascono nel 2008 e, dopo vari cambi di line up, arrivano al debutto su disco nel 2012. Cosa vi ha spinto a costituire la band ed a chiamarla Montreal?

Come ogni band anche la nostra è nata con il fine primario di convogliare la nostra passione per la musica in qualcosa di concreto che ci desse modo di seguire in piccolo le orme di tutti gli artisti che abbiamo guardato sempre con ammirazione. Il nome della band invece è nato in maniera del tutto casuale: poco prima del nostro primo concerto, ancora senza nome, Gianluca (cantante) arrivò in sala proponendo “Montreal”. Inizialmente pensavamo di tenerlo provvisoriamente ma come è facilmente intuibile ormai ci segue da quattro anni.


2)Come nasce un vostro brano? Da cosa traete ispirazione? 

Generalmente i nostri brani nascono da spunti musicali elaborati a casa e poi sviluppati in sala prove: un riff di chitarra, una sequenza di accordi, una frase di tastiera. Una volta terminata la fase strumentale e improvvisata una melodia per la voce, scriviamo il testo. L’ispirazione nasce dall’osservazione di ciò che ci circonda: prediligiamo scrivere di tematiche sociali anche se rivolgiamo l’attenzione a vicende autobiografiche.








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